http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2011/01/04/foto/terme_romane_turchia_allianoi-162338/1/?ref=HRESS-17
Prima di leggere il post, andatevi a leggere questo servizio sul National Geographic.
Fatto?
Allora continuate.
Mi sono sempre chiesta, come tanti credo, fino a che punto le rovine del passato possano impedire il progresso dell'umanità nel proprio presente; fino a che punto si può prevaricare la vita dei nostri avi. In fin dei conti il coesistere fra passato e presente è molto difficile.
Quando poi si parla della ricca Europa allora sembra che tutto sia più facile, perchè in teoria abbiamo soldi, mezzi e attenzione; mentre se si parla dei paesi in via di sviluppo allora possiamo passare sopra a tutti gli scempi. Come se non bastasse la guerra e l'ideologia a fare danni...
Io una risposta non ce l'ho. Lo ammetto.
Perchè pur amando fortissimamente il passato, mi rendo conto che non possiamo rimanere fermi a guardare alle nostre spalle, come se fossimo dei Giani monodirezionali. Non possiamo impedire che i nostri contemporanei lascino il segno del proprio ingegno o della propria estetica. Sempre che ci sia dell'ingegno o solo dell'ego smisurato...
Però mi chiedo perchè proprio di lì doveva essere costruita la diga? Mah...
Fatemi sapere cosa ne pensate...
Pensieri di una rievocatrice fra Storia, Rievocazioni, Sperimentazioni e "Contemporaneità"
lunedì 10 gennaio 2011
giovedì 6 gennaio 2011
Concerto natalizio
Ammetto di scrivere con ritardo, ma sapete com'è...la vita a volte è complicata...
Comunque sia, il 23 dicembre, l'antivigilia di Natale, alla Chiesa di Santa Croce a Parma, io, l'Oscura Sorella e fratel Eustrazio ci siamo goduti un bel concerto di musica medievale, grazie alla Schola Medievale e Schola Gregoriana del Coro Paer.
I cori, maschile e femminile, si sono alternati dando vita a un contraltare di sensazioni ed emozioni, rigidamente divisi nella serietà del gregoriano maschile e nella leggiadria del canto femminile.
I canti risalgono tutti, o almeno la maggior parte, al XIII secolo.
Un salto nel passato che rende maggiormente vivo il periodo che rievoco, che mi permette di capire meglio, soprattutto nel gregoriano, l'ambiente ecclesiastico dove i templari si muovevano.
L'acustica della chiesa, piccola e molto accogliente, ha reso tutto molto suggestivo ed evocativo.
Mi ha molto incuriosito il coro femminile...
Non so niente di musica antica. Non me ne intendo proprio. La ascolto emotivamente, cercando di immaginarmi lo scenario in cui si doveva muovere; cerco di capire cosa volesse significare per gli uomini e le donne del passato e se ha lo stesso valore che ha per noi ora. Quindi non saprei darne un giudizio tecnico. Anche se mi sono comprata il cd doppio (erano arrivati i fiorini di Natale in anticipo...giusti giusti per il cd. Non potevo permettermi di perdere l'occasione...).
Ma a volte basta solo aver passato una bella serata d'inverno, mentre fuori diluvia; aver lasciato i pensieri a casa e aver riso sotto l'ombrello insieme agli amici.
Tutto il resto è tecnicismo irrilevante...
Comunque sia, il 23 dicembre, l'antivigilia di Natale, alla Chiesa di Santa Croce a Parma, io, l'Oscura Sorella e fratel Eustrazio ci siamo goduti un bel concerto di musica medievale, grazie alla Schola Medievale e Schola Gregoriana del Coro Paer.
I cori, maschile e femminile, si sono alternati dando vita a un contraltare di sensazioni ed emozioni, rigidamente divisi nella serietà del gregoriano maschile e nella leggiadria del canto femminile.
I canti risalgono tutti, o almeno la maggior parte, al XIII secolo.
Un salto nel passato che rende maggiormente vivo il periodo che rievoco, che mi permette di capire meglio, soprattutto nel gregoriano, l'ambiente ecclesiastico dove i templari si muovevano.
L'acustica della chiesa, piccola e molto accogliente, ha reso tutto molto suggestivo ed evocativo.
Mi ha molto incuriosito il coro femminile...
Non so niente di musica antica. Non me ne intendo proprio. La ascolto emotivamente, cercando di immaginarmi lo scenario in cui si doveva muovere; cerco di capire cosa volesse significare per gli uomini e le donne del passato e se ha lo stesso valore che ha per noi ora. Quindi non saprei darne un giudizio tecnico. Anche se mi sono comprata il cd doppio (erano arrivati i fiorini di Natale in anticipo...giusti giusti per il cd. Non potevo permettermi di perdere l'occasione...).
Ma a volte basta solo aver passato una bella serata d'inverno, mentre fuori diluvia; aver lasciato i pensieri a casa e aver riso sotto l'ombrello insieme agli amici.
Tutto il resto è tecnicismo irrilevante...
giovedì 30 dicembre 2010
Torrechiara by night
Una serata diversa il 28 dicembre. Una bella serata.
Sfruttando una meravigliosa iniziativa dei musei statali (ma finiva proprio il 28), ci siamo goduti una visita guidata al castello di Torrecchiara.
Erano anni che non ci andavo.
Credo 8 dall'ultimo live di giochi di ruolo...dove nel cortile siamo stati fatti cavalieri del regno...Che ricordi! Vabbè, torniamo a noi.
Come dicevo il 28 sera, con un freddo sopportabile se ben coperti (sembravamo tutti degli esploratori del polo, fra colbacchi di pelo, guanti pesanti, magliette termiche e mille strati di maglioni e calze! In fin dei conti alla mattina c'erano stati -3°!!!!), abbiamo girato le stanze affrescate e non, visto le ultime scoperte architettoniche dovute ai restauri post terremoto 2008, osservato la piccola mostra su Renata Tebaldi e soprattuto fatti affascinare dall'atmosfera...
Il castello è ben restaurato e soprattutto non ha niente di pacchiano, avendo preferito lasciare le stanze con quello che hanno trovato piuttosto che inventarsi un arredamento medievaleggiante.
Ci sono angoli interessanti, come il forno medievale, più antico delle cucine legittime, trovato da poco e ben coservato; stanze come quella d'Oro che andrebbero ancor più valorizzate, ma che lasciano davvero affascinati; scorci suggestivi come quelli dei camminamenti. E' vero che il castello ha poco di difesa militare, è soprattutto una dimora, ma voglio vedere io come si fa ad arrivarci e non essere visti prima!
Di notte, guardi fuori dalle vetrate e vedi la vallata che è immersa nella nebbia e segui con l'occhio le luci moderne delle case cercando di spegnerle e immaginarti come dovessero essere 500 anni fa, quando l'inquinamento luminoso non sapevano nemmeno cosa fosse.
E quando cammini per i camminamenti esterni non puoi non pensare alle scene che qui hanno girato per il film di "Lady Hawk", che per quanto non sia filologico è una bella fiaba che si fa sempre vedere.
Sì, un castello di notte si fa guardare in altro modo!Nota a mio parere un po' stonata. La mostra permanente su Renata Tebaldi. Premetto che non ho niente contro la mostra o la protagonista, anzi. I castelli devono essere vivi e se non si può fare qualcosa a tema, si può anche srazzare e passare ad altra epoca. Ma quello che si fa deve essere all'altezza del posto. Non bastano i bei vestiti di scena messi su un manichino; non bastano nemmeno i 3 diorami delle scene delle opere; o 4 teche con dei gioielli di scena o meno. Bisogna rendere tutto organico, cercando di non sovrapporre nelle stanze l'architettura particolare o gli affreschi coi beni della mostra. Bisogna trovare il modo di comunicare e incuriosire qualunque turista venga al castello, anche e soprattutto il non appassionato che ne sa.
E' difficile in questo sistema museale italiano vecchio, far capire che le mostre devono essere affascinati come un film in 3d e culturali come la Treccani.
Spero che si possa pensare meglio la disposizione all'interno del castello della mostra che rende omaggio a una grande dell'opera lirica.
Altra pecca del castello: i pannelli di 20 anni fa che sembrano provvisori, messi nella sala con le valigie della Tebaldi...Ma perchè?
So di aver un po' demoralizzato il lettore con questa mia critica, ed è un peccato perchè la serata è stata piacevole, rilassante e divertente che ho potuto condividere con gli amici della Mansio Templi Parmensis agli ordini e all'ascolto del nostro Commendatario Maximo!
Noi però cerchiamo ancora la miglior guida su piazza....eheheheheh!
venerdì 24 dicembre 2010
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