mercoledì 23 maggio 2012

Tintura naturale: teoria. Seconda puntata.

La seconda puntata prevede di chiarire un po' il laboratorio e di quello che abbiamo fatto.

Abbiamo avuto un sacco di informazioni mentre sperimentavamo e alcune di esse vagano ancora senza appiglio nel mio cervello. Vediamo se, scrivendo queste pagine di blog e rivedendo gli appunti, riesco a dare loro una sede.

Primo passaggio: la mordenzatura.
Essa è fondamentale per permettere al tessuto di prepararsi ad accogliere il colore, ma soprattutto che al colore in modo che si agganci alle fibre.
Vari sono i tipi di mordenzature, ma noi ne abbiamo scelti due, per capire visivamente le differenze di resa: tannini e allume.
I tannini sono composti chimici vegetali conservati nelle piante, dalle cortecce di castagno a bucce di melograno (due esempi a caso, per farvi un'idea); essi possono essere anche considerati colori dando una sfumatura che varia dai marroni, ai grigi ai rosati.
L'allume invece, di origine minerale (è l'allume di rocca. Si trova in farmacia), ha la qualità di non modificare il bagno di colore successivo. Ottimo per le fibre vegetali, mentre le quelle animali sarebbe meglio sostituirlo con il cremor tartaro (sì, quello per fare i dolci se non volete usare il lievito chimico).
La quantità del composto della mordenzatura va calibrata in base allo stesso e messa il relazione con il peso del tessuto da tingere.

Preparazione allume:
sciogliere in acqua calda (basta un barattolo) e aggiungervi della soda solvay in proporzione (questa parte chimica, si allontana molto dalla mia visione "rievocativa" del laboratorio, ma tant'è, bisogna imparare le basi per capire come tornare indietro nella storia); poi fare bollire il tutto con le fibre.

Preparazione tannini:
decotto la sera prima della corteccia con acqua e un'aggiunta di un poco di ammoniaca.
Il giorno dopo si fa ribollire il decotto. Poi lo si filtra e si scola ben bene.
Aggiungere acqua per poter arrivare al volume corretto per il filato da mordenzare.
Mettere a bollire col tessuto.

Esempio di preparazione di mordenzatura coi tannini.

Il bello della mordenzatura è che puoi riutilizzare la corteccia o l'acqua con l'allume finché risulta che faccia il suo lavoro.
Logico che se parliamo dell'allume, il suo riutilizzo dovrà prevedere un aggiunta di allume "fresco" e quindi una modifica della percentuale in base al peso del tessuto da tingere.
Okkei, sembra una roba complicatissima, invece no. Bisogna solo ricordarsi di non esagerare con il prodotto che mordenza.
Ah, l'acqua con allume si può anche congelare e conservare nel frigo a pozzo! Che bello!!

La tintura naturale rivela il concetto di riciclo che spesso si è studiato nei libri di storia.
Di certo i risultati saranno diversi, ma quante volte ho letto e spiegato ai bambini il concetto di colore e bagno di colore! Ora vederlo fare, realizzare da forza alle parole.

Michela e Alessia le nostre insegnanti.
Bello vedere come anche nelle amicizie e nelle collaborazioni le persone, per lavorare bene, si devono compensare per carattere e per atteggiamento!
Sembrano così diverse, ma si vede quanto la loro diversità le sta stimolando a fare sempre di più.


Come smaltire la mordenzatura con l'allume?
Beh ce lo siamo chieste. Essendo un laboratorio di tintura naturale, fatto in una casa laboratorio molto attenta a questa questione (datemi tempo di ritrovare il librettino che ci hanno regalato e ve ne parlo un po'), la domanda è stata logica. La prima risposta è stata un'enorme punto interrogativo, perché non si era sicuri né che fosse tossico per l'ambiente né che non lo fosse. Quindi, tirando le somme e andando a logico, si è pensato che fosse meglio scaricare l'acqua + allume nel water piuttosto che nel lavandino.
Mentre per quella coi tannini non dovrebbero esserci problemi, ma in caso di dubbi sempre meglio preferire le acque scure per il riciclo che quelle chiare.

Boh, spero che questa seconda puntata sia lievemente chiara, perché rileggere i miei appunti è stato un po' come fare archeologia e soprattutto è stato un tentativo di capire se allora avevo capito qualcosa.
E la risposta è...ho molti dubbi!
So che mi devo prendere dei libri fondamentali: leggere, nero su bianco, dosi, proporzioni e materiali è assolutamente utile e fondamentale.




giovedì 17 maggio 2012

Tintura naturale: teoria. Prima puntata

Sono stata via un po' di tempo dal blog. Oramai vi sarete abituati a queste mie prolungate assenza e a salti di argomenti e scopi. Vabbè, pazienza, in fin dei conti non è mica un lavoro!

Il mese passato è...volato? Non esattamente. Diciamo che è stato pieno di cose da fare, di progetti e di altro, come mai mi era capitato negli ultimi tempi. Come mai? E che ne so! In fin dei conti non lo voglio nemmeno sapere, l'importante è che sia andato.
Dalla fine di marzo ho dovuto tessere quasi 20  metri di passamaneria grazie a diversi progetti e impegni. Peccato che tutti siano girati attorno allo stesso schema...Al prossimo che mi chiede dei rombi, lo rimando a data da destinarsi.
Nel mezzo l'uscita in Francia, i 18 anni Mansio, la gitarella coi genitori a Padova e il corso di tintura naturale con Rosso di Robbia.

Fermiamoci a questo e iniziamo a parlarne.

Dal punto di vista rievocativo prima o poi si arriva al punto in cui vuoi arrivare alle origini di quello che usi o fai: la curiosità prende il sopravvento, la voglia di misurarsi pure, per non parlare dell'opportunità di imparare o riscoprire qualcosa.
Cuoio, ferro, legno, cibo, lana hanno un potere attrattivo fortissimo sul rievocatore!
A volte si tratta di fare il salto di qualità e di sperimentare, a volte solo di scoprire le proprie doti nascoste, quelle che la scuola e la società hanno cercato di brutalizzare: la manualità e l'estro.
Dal libro si passa al vero, come facciamo sempre noi rievocatori.

Quello che mi sta incuriosendo è la lana e tutto quello che ci gira attorno.
Mi sento come una bambina curiosona, senza la voglia di diventare un saggio della montagna. Voglio imparare, magari insegnare qualcosina, ma in fin dei conti voglio solo fare e basta. Quel che sarà sarà.
La tessitura è stato il primo passo.
Ma vuoi mettere colorare il mondo!!!
Così ho preso al balzo la possibilità di fare un corso in provincia di Cesena e di conoscere un sacco di persone interessanti.
Tutte donne, tranne un uomo; tutte curiose, sorridenti, particolari.
Tante vite diverse, tante emozioni, tante chiacchiere.
Tanti confronti, anche sui colori.
E poi amori a prima vista per piante e colori che hanno colpito alcune di noi!

Eccoci a voi!


Fine prima puntata.

venerdì 6 aprile 2012

Diciotto anni e non sentirli!

1 aprile 1994: nasceva da un gruppo di amici appassionati di storia e di storia templare un qualcosa che avrebbe fatto strada.
La Mansio Templi Parmensis è maggiorenne.
Mamma mia!
Che emozione!

Di quei 18 anni 10 li ho trascorsi anche io.

Ricordo benissimo la prima uscita vestita, in modo approssimativo, da sergente con i sandali tecnici nel giardino dell'abazia di Chiaravalle ad Alseno. Mamma mia quanto tempo è cambiato!

Beh sono cambiata un sacco in questi 10 anni.
Mi vesto da femmina, quando non devo essere in armi (perché a quello non voglio rinunciarvi), ma ho un abito creato dopo mille consultazioni e tanti affreschi visti.
Ora è filologicamente corretto, anche se ci ho messo qualcosa di personale.

Quanto siamo cresciuti, appassionandoci sempre più del concetto della rievocazione!
Quanti libri letti!
Quanti dipinti osservati!
Quante chiacchierate e discussioni su un dettaglio piuttosto che su un altro!
Quanti chilometri macinati soprattutto!
Dalla Francia alla Puglia, dal Friuli al Lazio, insomma sarebbero veramente troppi da calcolare.

Ma la cosa più bella sono le persone che abbiamo conosciuto, gli amici che abbiamo incontrato: quelli che ci hanno lasciato per altri cammini e quelli che camminano con noi anche adesso, quelli che ritornano e quelli che è sempre bello rivedere.
E' stupido dire che le cose siano andate tutte bene e sempre: ci sono stati scontri, litigate, incomprensioni. Normale, un gruppo di rievocazione alla fine è una piccola società o in certi casi una piccola famiglia, ma alla fine si è sempre lottato perché le cose si appianassero e si potesse collaborare insieme. Poi se non si è amicici  con tutti, non è un problema, basta imparare il rispetto e capire quando fermarsi.

1 aprile 2012.
I nostri 18 anni li abbiamo festeggiati in Francia, in uscita a Biot. E' stato bello poter condividere questa emozione coi nostri fratelli, i Grifoni Rantolanti, i nostri confratelli, i Blancs Manteaux , ma anche coi gli altri rievocatori dai templari tedeschi (che quest'anno si sono un po' smollati e un po' sorridono, anche se solo in 2 parlano. Però io li ho baciati tutti quando li abbiamo salutati! AHAHAHAHAH! Li ho sconvolti! Così imparano a salutarmi solo dopo che mi hanno visto in armi e non quando sono vestita da femmina!), ai Les Loups de Ravel (con cui ci picchiamo da qualche anno da Biot a la Barben. Bravissimi, onesti, simpatici). E tanti altri.


foto di Erich Klee
da sinistra a destra:
Erica (sorella d'arme), Trifola, Valdevit, fratel Bertrando/Broken sword, fratel Giovanni della Verrucola, fratel Donner, io, il Capitaneus, fratel Saetta



foto di Sandrine Bellosti, dei Blancs Manteaux
da sinistra a destra:
fratel Giovanni della Verrucola, fratel Saetta, io, fratel Rodolfo



da sinistra a destra:
Dome, Erica (sorella d'arme), Trifola, Valdevit, Arnaut, fratel Giovanni della Verrucola, il fratello di Marc, mio fratello, fratel Rodolfo



troppa gente da segnare, 
ma la cosa bella è stato unire Malvasia italiana, salume tedesco e erbazzoni francesi. Buona commistione.

Cosa rimane a me di tutti questi anni?
Che senza patema di passar per emotiva sono stati i migliori 10 anni della mia vita.
Mi hanno cambiata molto, imparando a cavarmela anche nelle situazioni disagevoli (dormire nei peggiori posti, con climi assurdi, lavandosi a volte poco e male); ho imparato tante cose; ho scoperto dove posso arrivare e quando devo fermarmi, sapendo che posso spostare il limite un po' più in là; ho conosciuto amici e ho acquisito due sorelle; ho riso, pianto, gridato, mi sono incavolata, ho respirato per reprimere dolori; ho avuto mani tese e le ho tese a mia volta; ho visto posti che non conoscevo; ho scoperto che quello che amo, la Storia, non potrò mai abbandonarla e che se non sono riuscita a entrare da una porta, entrerò da un portone; ho capito che devo camminare per la mia strada e non devo farmi demoralizzare dagli altri; ho capito che la rievocazione è la cosa migliore che potessi fare. E questo è tutto. O forse no.
Perché da queste lettere nere su bianco non riesco a far capire quanto questi 10 anni siano stati davvero importanti per me e che se dovessi tornare indietro rifarei quasi tutto quello che ho fatto. Il quasi sarebbe solo per poter rimediare agli errori fatti e alle offese che posso aver arrecato agli altri. Il tutto sono tutte le emozioni che porterò sempre dentro al cuore.

Buon compleanno Mansio Templi Parmensis!
Non nobis fratelli! Non nobis sorelle!
NON NOBIS DOMINE!

venerdì 30 marzo 2012

Il bottino di Armi&Bagagli

Alla fiera del rievocatore si è tornati con lo stand dopo 3 anni.
Dopo tanto tempo ho avuto un po' di sfasamento, visto che dal padiglione piccolo siamo passati a quello grande: più spazio e più aria e più vivibilità.
A livello di banchi speravo un po' meglio, visto che c'erano anche alcuni banchi di livello un po' basso...cose che puoi trovare in qualsiasi festa storica. Mi spiace dirlo, ma questo non va bene, perché se nella fiera x il pubblico è vario ed eventuale ed è una buona cosa che i banchetti siano vari e non tecnici, alla fiera della rievocazione ci si aspetta di più perché il pubblico è un tecnico (anche se ci sono innesti di giocatori di ruolo che cercano qualcosa di più). Come mi hanno fatto notare certi amici c'era una prevalenza di materiale medievale sulle altre epoche...vero, ma è un difetto di partenza della fiera. Speravo anche io di vedere più cose di altre epoche anche solo per imparare qualcosa di nuovo.
Ottimo ritrovare i soliti e affidabili artigiani o espositori da cui è sempre un piacere comprare (finalmente abbiamo un paiolo nuovo a prova di malanni!); ottimo ritrovare amici vecchi e amici nuovi e chiacchierare fino allo sfinimento.

E' sempre bello esserci.

Ho pensato che non fosse il caso andare con il portafogli pieno, anche se il bancomat era in posizione di aiuto in caso trovassi L'Oggetto. Non avevo bisogno di nulla, mi sono detta. Ad armi e armamenti sono a posto (anche se mi piacerebbe una cotta di maglia più bella e più corretta...ma ci vuole un fisico migliore!); per le stoffe i costi sono alti e poi in fin dei conti la mia spacciatrice mi trova quello che mi cerca; l'oggettistica...ma no!
E invece il destino beffardo mi ha giocato un buon scherzo. Di fronte a noi c'era un inglese con un sacco di matasse di lino, lana e seta a prezzi ottimi e colori storicamente corretti (la lana poi era di filato sottile e resistente). Ho resistito veramente poco...ed ecco il vero acquisto importante:

lana di Scozia. Sottile e resistente. Colori molto interessanti. Vediamo come si comporteranno nella tessitura.

Poi a fianco a noi altra inglese e scoperta di un'amica di altre due cose utili e molto interessanti:


ago piatto in metallo. Mi sembra lungo e resistente per aiutarmi nei miei progetti primaverili.

spillini moolto belli. Li ho visti usare da altre rievocatrici per fermare il velo...non so se li userò così, ma il prezzo era ottimo e non era il caso di farseli scappare...

Poi ho trovato altre cosucce, che niente hanno a che fare con la rievocazione, ma su cui ho progetti che potrebbero finire su etsy...


Quindi questo è il bottino finale:


Contenta delle spese, comunque limitate. Rimane un sogno potermi permettere le tessere per la tessitura in osso (che portano oramai da anni i polacchi), ma 4 euro l'una è un costo relativamente basso: dovrei spendere solo per loro 50 euro e...speriamo nel prossimo anno.