giovedì 30 dicembre 2010

Torrechiara by night



Una serata diversa il 28 dicembre. Una bella serata.
Sfruttando una meravigliosa iniziativa dei musei statali (ma finiva proprio il 28), ci siamo goduti una visita guidata al castello di Torrecchiara.
Erano anni che non ci andavo.
Credo 8 dall'ultimo live di giochi di ruolo...dove nel cortile siamo stati fatti cavalieri del regno...Che ricordi! Vabbè, torniamo a noi.

Come dicevo il 28 sera, con un freddo sopportabile se ben coperti (sembravamo tutti degli esploratori del polo, fra colbacchi di pelo, guanti pesanti, magliette termiche e mille strati di maglioni e calze! In fin dei conti alla mattina c'erano stati -3°!!!!), abbiamo girato le stanze affrescate e non, visto le ultime scoperte architettoniche dovute ai restauri post terremoto 2008, osservato la piccola mostra su Renata Tebaldi e soprattuto fatti affascinare dall'atmosfera...




Il castello è ben restaurato e soprattutto non ha niente di pacchiano, avendo preferito lasciare le stanze con quello che hanno trovato piuttosto che inventarsi un arredamento medievaleggiante.
Ci sono angoli interessanti, come il forno medievale, più antico delle cucine legittime, trovato da poco e ben coservato; stanze come quella d'Oro che andrebbero ancor più valorizzate, ma che lasciano davvero affascinati; scorci suggestivi come quelli dei camminamenti. E' vero che il castello ha poco di difesa militare, è soprattutto una dimora, ma voglio vedere io come si fa ad arrivarci e non essere visti prima!
Di notte, guardi fuori dalle vetrate e vedi la vallata che è immersa nella nebbia e segui con l'occhio le luci moderne delle case cercando di spegnerle e immaginarti come dovessero essere 500 anni fa, quando l'inquinamento luminoso non sapevano nemmeno cosa fosse.
E quando cammini per i camminamenti esterni non puoi non pensare alle scene che qui hanno girato per il film di "Lady Hawk", che per quanto non sia filologico è una bella fiaba che si fa sempre vedere.
Sì, un castello di notte si fa guardare in altro modo!

Nota a mio parere un po' stonata. La mostra permanente su Renata Tebaldi. Premetto che non ho niente contro la mostra o la protagonista, anzi. I castelli devono essere vivi e se non si può fare qualcosa a tema, si può anche srazzare e passare ad altra epoca. Ma quello che si fa deve essere all'altezza del posto. Non bastano i bei vestiti di scena messi su un manichino; non bastano nemmeno i 3 diorami delle scene delle opere; o 4 teche con dei gioielli di scena o meno. Bisogna rendere tutto organico, cercando di non sovrapporre nelle stanze l'architettura particolare o gli affreschi coi beni della mostra. Bisogna trovare il modo di comunicare e incuriosire qualunque turista venga al castello, anche e soprattutto il non appassionato che ne sa.
E' difficile in questo sistema museale italiano vecchio, far capire che le mostre devono essere affascinati come un film in 3d e culturali come la Treccani.
Spero che si possa pensare meglio la disposizione all'interno del castello della mostra che rende omaggio a una grande dell'opera lirica.
Altra pecca del castello: i pannelli di 20 anni fa che sembrano provvisori, messi nella sala con le valigie della Tebaldi...Ma perchè?

So di aver un po' demoralizzato il lettore con questa mia critica, ed è un peccato perchè la serata è stata piacevole, rilassante e divertente che ho potuto condividere con gli amici della Mansio Templi Parmensis agli ordini e all'ascolto del nostro Commendatario Maximo!
Noi però cerchiamo ancora la miglior guida su piazza....eheheheheh!

mercoledì 22 dicembre 2010

"In Islanda l'alba" di J.L.Borges

E' questa l'alba.
Precede le sue mitologie e il Cristo Bianco.
Genererà i lupi e il serpente
Che anche è il mare.
Il tempo non la sfiora.
Generò i lupi e il serpente
Che anche è il mare.
Già vide salpare la nave che costruiranno
Con le unghie dei morti.
E' il cristallo nero in cui si specchia
Iddio, che non ha voluto.
E' più pesante dei suoi mari
E' più alta del cielo.
E' un grande muro sospeso.
E' l'alba in Islanda.

[tratto da "La moneta di ferro".]

martedì 21 dicembre 2010

Le Monete di Roma

Continua la mia personale pubblicità per i lavori di ricostruzione, rievocazione, storia, fatti da amici e conoscenti.
Questa pubblicità sarà a tappe, lunghe, ma assolutamente molto interessanti e aspettate.
Parlo di un'opera molto particolare, che abbraccia un pubblico di veri addetti ai lavori, ma grazie a una grafica accattivante, una serie di immagini molto belle e particolari, una narrativa chiara, precisa e puntuale si apre anche a un pubblico di neofiti.
L'argomento è la numismatica dell'antica Roma.


Questo è il primo volume
(Cliccare sulle immagini per poterle ingrandire e vedere meglio)




L'autore è Daniele Leoni,  mio caro amico che ho conosciuto nell'ambiente della rievocazione romana.
A breve posterò una breve intervista in cui lui possa farsi conoscere e presentare il suo lavoro.
Questa è una presentazione e quindi via con le immagini che lo stesso Daniele mi ha permesso di mettere sul mio blog.
Personalmente ho utilizzato una pagina di questo volume per fare lezione al museo Archeologico di Parma alle scuole elementari. Ho utilizzato il capitolo sulla politica di Traiano di sovvenzione agli indigenti. E questo in collegamento alla Tabula Alimentaria di Veleia, proprio al museo di Parma.












Infine vi metto anche il Piano dell'Opera, di modo chè voi possiate vedere quanto grande lavoro ci aspetta da leggere e da vedere e da studiare.
Per poter contattare e comprare i volumi l'opera, vi invito ad andare a vedere il suo sito http://www.lemonetediroma.com/


Siamo sotto Natale e questo può essere davvero un bel regalo per appassionati e non.



Mi raccomando accorrete numerosi!!!!


giovedì 16 dicembre 2010

Un altro saluto

http://www.mymovies.it/cinemanews/2010/50658/
Eh sì, si incomincia questo post con un link, che però non ha niente di divertente.
Un altro grande del cinema ci ha lasciato: Blake Edwards.
Il padre della Pantera Rosa, di "Colazione da Tiffany", di "Hollywood Party", "Operazione sottoveste"  e tanti altri film.
Mi sento ancora un po' più orfana, visto che sono cresciuta con la Pantera Rosa; che mi sono formata con un senso dell'ironia sottile e sempre educata, mai volgare; ho guardato lo stile unito al sorriso e alla leggerezza, che mai è stupidità.


martedì 14 dicembre 2010

Consigli per la lettura

Quando si affronta la storia patria si dimentica sempre la storia cittadina. Chi però è appassionato di storia medievale si rende conto invece che si parla poco di patria, ma piuttosto di regni piccoli o grandi che siano. E ci si rende conto che le leggi che valgono in una città, e il suo circondario, non valgono per la città vicina, e il suo circondario. Per non parlare poi delle dominazioni più o meno straniere, dei popoli che si sono stanziati anche temporaneamente il suolo italico. La storia d'Italia è varia e variegata e stimola la curiosità.
Io faccio ammenda e ammetto di conoscere veramente poco la storia della mia Parma.
Così quando è arrivato questo libro, in modo inaspettato, l'ho ritenuto un tesoro.




Purtroppo essendo una lettrice compulsiva e colei che deve rispondere molte domande sul medioevo sia all'interno del mio gruppo che all'esterno, grazie all'apporto del forum della Mansio, questo libro è andato a finire in fondo alla lista. Alla fine è arrivato il suo turno ed è stata una sorpresa.
Ottimamente supportato dall'uso delle fonti e dal riportarle in formato chiaro, attraverso un ampio spazio dato alle note (dove vengono riportati i passi in latino); da una serie di appendici brevi, ma che servono ad ampliare il discorso; un nutrito numero di cartine e di tavole esplicative; soprattutto si sofferma sui dettagli e rende viva la città. Purtroppo non ha uno straccio di foto, nemmeno a pagarlo!
E appare tutto come una sorpresa.
Perchè Parma ha dimenticato il suo passato medievale, per quanto le tracce siano tutt'ora visibili sull'urbanistica (lo spostamento del torrente Parma, per esempio) o sui palazzi della città (torre pediculosa in via Farini). Sembra che Parma sia nata coi romani (ah, prima c'era il nulla!) e poi sia passata subito alla dominazione francese dal 1600 e al ducato di Parma, Piacenza e Guastalla con la sempre amata Maria Luigia d'Austria, moglie di Napoleone. Senza contare il suo apporto alla Resistenza.
Ed invece no!
Il passato medievale di Parma rivela una città molto importante (visto che attraverso essa si passava in Toscana attraverso la Cisa; la via Francigena; per esempio) sia dal punto di vista politico come spirituale (non a caso dal suo soglio vescovile vengono ben 2 antipapa).
E questo libro lo esplica molto bene.
E questo è solo il 3 volume e si ferma alla soglia del periodo che io rievoco: tocca cercare il 4 volume.

lunedì 13 dicembre 2010

Secondo regalo di Natale

Ieri sono stata ospite del pranzo sociale dell'Ars Dimicandi.
Una bella giornata, molto tranquilla e costruttiva. Fa sempre bene vedere come si organizzano i gruppi di rievocazione, quali sono i loro livelli di socialità, il loro modo di porsi di fronte ai successi e agli insuccessi. Questo serve a crescere, serve a portare nel proprio gruppo il meglio degli altri, imparando dagli errori altrui.
Comunque, divertente il QUID (noi esterni ci siamo tutti sentiti come a scuola davanti al professore che scorre il registro. Io ero pronta a chiamare la Tregua di Dio! Cavoli sono una "medievalista" in fin dei conti, la storia romana la so ma non in modo dettagliato); e molto carino il regalo dato a tutti i partecipanti.




Purtroppo ho notato che mi manca una cartolina...Tristezza...Mi sta bene, mi era capitata di color verde acido e l'ho voluta sostituire. Ma non ho potuto resistere all'ariete color rosso. In fin dei conti io sono un po' un caprone!
Grazie Adriana!

giovedì 9 dicembre 2010

Servizio pubblico

Se siete come me e ritenete che il servizio pubblico si chiami così perchè debba dare informazione, cultura, progresso e non gossip e volgarità; se pensavate che col digitale potevate abbandonare definitivamente la tv generalista, ma poi risintonizzando i canali non avete più trovato Rai Storia (e ora davanti a cosa io posso tessere?) e non avete minimamente trovato Rai 5; allora vi consiglio di quardarvi un bel programma su Rai 3:
"Passepartout" con Pilippe Daverio, giornalisto e critico d'arte. Orario e luogo: Rai 3, domenica, ore 13.25 (proprio per la digestione).
http://www.passepartout.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-7dc86e82-937e-4fa9-baf9-6081623de32c.html?homepage


video
un esempio, ma su sito ufficiale potete vedervi le puntate passate

Trovo Daverio molto accattivante nel divulgare informazioni, sensazioni, cultura, storia e architettura; molto chiaro nel seguire il filo logico del suo ragionamento; molto snob, ma anche molto curioso di tutto quello che lo circonda; molto lontano dall'immagine del critico d'arte (ha un'estetica dell'abito molto personale e originale, ma da me molto apprezzata) che vede l'opera come un prodotto alieno e non come esito di una cultura. E soprattutto parla senza un linguaggio esoterico e per pochi eletti.

lunedì 6 dicembre 2010

Primo regalo di Natale

Sabato sera come al solito cena staff di Seconda Fondazione.
Come al solito chiacchere, risate e un po' di tranquillità (mi piace questo tipo di routine!).
Alla fine della cena la pesca dei regali di Natale. Meccanismo molto semplice: ogni partecipante alla cena deve portare un regalo, il cui valore può essere anche minimo, ma che deve andare bene a qualunque commensale e soprattutto deve bandire la serietà. E' valido anche il reciclo di regali orrendi ricevuti in tempi passati.
Io come al solito non ho molta fortuna. Dal tiro dei dadi, alle vincite normali, vedete voi se qua potrei avere qualcosa di ambito. Così per due anni mi sono portata a casa il regalo, che poi puntalmente ho riportato per dare ad esso una nuova casa. Stavolta poteva finire ancora così...se non fosse che un po' la ruota ha girato dalla mia parte...Vincere delle ciabatte infradito di Hello Kitty, mi ha fatto guadagnare questa meraviglia:




Da bambina avrei pregato in klingon per poter avere una meraviglia del genere, ma non ricordo se c'erano.
Ora posso rimirarmelo, senza problemi.
E' stato un buon inizio di feste.

venerdì 3 dicembre 2010

Lavori secondari in rievocazione

Ho iniziato un'anno fa a interessarmi alla tessitura storica.
Ho visto per tanto tempo (faccio rievocazione da 8 anni) tante solerti penelopi avvicendarsi su telai più o meno credibili, producendo cose meravigliose, ma anche esperimenti più o meno interessanti; ridendo e passando del tempo fra di loro.
Così ho voluto capire qualcosa anche io.
In realtà mi serviva per riempire il voto di attività mentre facevo la rievocazione romana...E volevo qualcosa che mi fosse congeniale, ma anche trasportabile (ho sempre la macchina piena come se facessi un trasloco tutte le volte che vado in uscita!).
Così ho scoperto il tablet weaving, cioè la tessitura di passamanerie.
E ho scoperto che la tecnica è stata utilizzata, indicativamente, fino al 1200 (il mio vero periodo di elezione e soprattutto di rievocazione). Due piccioni con una fava! O meglio due epoche con un telaio!

Però il sapere tecnico nel mondo della rievocazione è un bene prezioso che non si divulga...sempre che tu non abbia degli amici carini che ti aiutano e ti passano i bignami.
Quindi ringrazio pubblicamente Heavy, per avermi passato il libricino della Sagitta Barbarica, dove ho mosso i primi passi, anzi ho girato le prime tavolette.
http://www.sagittabarbarica.org/   (Per chi volesse contattarli e avere informazioni sui corsi)

Grazie mille anche al Sellaietto che mi ha prodotto un bel po' di tavolette in cuoio. Sì lo so che la maggior parte sono in legno, ma io non sapevo a chi farle fare e poi secondo me c'erano anche in cuoio (mica buttavano gli scarti del cuoio. I nostri avi non erano spreconi come noi).
Come vorrei un giorno poterle avere in osso, le tavolette...

Il meccanismo di per sè non è complicatissimo, sempre se si hanno degli schemi e se non si vuole partire con delle cose complicate.
Io per ora uso degli schemi semplici, anche con tante tavolette.
Poi ci sarebbe il discorso della lana. O del lino. Molte rievocatrici dicono di trovarsi bene con il lino. Io, personalmente, preferisco la lana: è elastica e si ha molto meno scarto. Certo è meno brillante del lino o del cotone.
Per appagare la mia vista uso per ora la lana merinos, la quale è morbidissima e brillante.
Ringrazio la mia "spacciatrice" di lana che pur non sapendo la follia che volessi intraprendere, mi ha consigliato sempre bene e mi ha molto incoraggiato.

Volutamente non metto foto dei primi lavori, ma del quarto, fatto con la merinos e con, credo, 30 tavolette. Questo perchè è stato il primo che mi ha dato veramente soddisfazione e coraggio nel continuare e interessarmi alla tessitura.


martedì 30 novembre 2010

Partenza per le crociate?

Questa sera ha deciso di lasciarci Mario Monicelli, un grande regista che tanti film amatissimi ha regalato all'Italia. E' una grande perdita...
Per chi ama il medioevo lui ci ha regalato il grandissimo personaggio di Brancaleone.



Egli ha guidato un cast stellare, ma umile, che dietro al direttore d'orchestra Gassman, da vita a un Medioevo scalcinato, ma multiculturale e multilingue, colorato ed emozionante.
Chi da bambino dopo aver visto questo film, non si è alzato in piedi, calzato una confezione di Pandoro come elmo, e partito per le proprie crociate, parlando in modo astruso?
Credo che chi ha la mia età, possa "incolpare" anche a questo film, la sua voglia di partire per delle crociate, solo rievocandole, cercando mondi nuovi da affrontare e da conquistare, senza tema.

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Per una criticona come me di film storici, attenta ai dettagli più minuziosi (anche a quelli che spesso sfuggono all'occhio dello spettatore normale), giudicare questi film è facile e difficile alla stessa maniera. Si deve tralasciare la filologicità pura e stringata, e lasciarsi prendere dalle metafore, dai racconti, dalle sensazione, dai dialetti e linguaggi, dai canti e capire che quei film sono forse una delle migliori rese del cinema italiano sulla Storia, senza doversi alzare a manierismi e cercare pubblico di eletti (un giorno vi parlerò anche del "Mestiere delle armi" di Ermanno Olmi. E lì capirete cosa intendo).
Non parliamo poi dell'ironia e della comicità geniale, supportata da una sceneggiatura impareggiabile. C'è solo da inchinarsi!

Tornando al motivo per cui stasera ho scritto, mi rendo conto che tutte le parole possono essere retoriche e banali, quindi ritengo doveroso salutare Mario Monicelli, con un estratto intenso di "Brancaleone alle Crociate".

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E mi raccomando...a salutarlo si vada uno per volta "in fila longobarda".

martedì 23 novembre 2010

"Robin Hood" di Ridley Scott

Come detto nel test, il vero rievocatore è il peggior compagno che vorreste al cinema mentre vi godete un film storico. Sempre che non siate voi stessi un rievocatore, perchè allora sarebbe una bella sfida a chi nota più particolari sbagliati o chicche storiche inaspettate.

Ho deciso, aspettando che mi passi l'influenza e mi metta a postare esperimenti storici un po' più "gustosi", di dire la mia sui film storici, o ingiustificamente classificati tali, che sono usciti e che io abbia visto. Il parere è assolutamente personale, spinto dal mio gusto cinematografico, dal mio modo di approcciarmi ai film e dal mio parere storico.

Il primo film è in ordine di tempo quello visto per ultimo.

"Robin Hood"  di Ridley Scott.



Da un regista del genere ti aspetti un gran lavoro e curato, ma purtroppo nel tempo ha preferito affidare il suo talento al concetto di blockbuster, piuttosto che all'attenzione registica e di sceneggiatura.
Sceglie di rivedere la storia del leggendario arciere inglese, ambientandola dopo la morte di Re Riccardo Cuor di Leone, durante il regno di Giovanni Senza Terra e in evoluzione verso la Magna Cartha.

Quindi siamo indicativamente nel 1100, eppure i vestiti dei nobili sono di ispirazione trecentesca. Eppure i vestiti sono meravigliosamente resi e riprodotti, quindi verrebbe voglia di passare oltre e di godersi finalmente una resa sartoriale medievalmente credibile.


Anche la storia d'amore viene ripresa e Robin e Marian sono "costretti" a innamorarsi, ma il meccanismo è un già visto. Avete presente "Sommersby" (1993)? Bhe, il meccanismo è lo stesso: un uomo si scambia per il marito della bella di turno, se no lui rischia la vita e lei tutti i suoi beni (senza parlare poi del suo onore). E qui il film decade...

Poi va di moda che la bella di turno sia anche una donna di coraggio e soprattutto combattente. A mio parere lady Marian è sempre stata una donna di polso che sfida un po' l'etichetta del suo tempo, però rimane un bel personaggio femminile pieno di fascino che non ha bisogno di mettersi in armi per farsi valere. Qualcuno obietterebbe che il mio è maschilismo, ma chi mi sta accanto in combattimento sa che una donna in armi è per me la cosa più normale del mondo! Alla Marion di questa versione basterebbe (e credetemi non sarebbe cosa da poco) amministrare con forza e intelligenza il suo feudo, senza mettersi alla testa di una serie di ragazzini sui pony.

Parliamo poi di Nottingham. Nel film pare una uno sgarrupato e diroccato insieme di casupole mezze rotte, vittime del calo demografico dovuto alle crociate e del continuo ladrocinio di bambini orfani vestiti da "demoni". E allora lo Sceriffo che ci sta a fare? In quel periodo la carica di sceriffo mica si dava al primo sconosciuto da allontanare; non era un incarico statale per togliersi un impiccio. Solo se le città raggiungevano un certo numero di abitanti potevano permettersi lo sceriffo. Vabbè vorrà dire che per Scott, il nostro impiegato stava per cambiare ruolo...


L'allegra combriccola...Beh almeno quella mantiene lo spirito originario, anche se bisognerebbe dare una regolata al registro delle canzoni: ah le famosissime ballate irlandese medievali ottocentesche (o giù di lì)!!!
E poi Fra Tac. Chi ha visto la versione della Disney è stato traviato per sempre: un grasso tasso sempre allegro e pronto a dare una mano se ce ne fosse bisogno. Bhe, anche qui, siamo sullo stesso stile e questa è stata una cara certezza che ha reso la visione molto più tranquilla.

L'ultimo commento lo lasciamo all'esercito.
Primo: perchè il re di Francia, dopo aver speso soldi e tempo in corruzione e assassini, dovrebbe, per conquistare l'odiata Inghilterra,decidere di attaccare proprio sulle bianche scogliere di Dover?


Secondo: perchè il re d'Inghilterra, dopo aver saputo che il suo odiato rivale gli sta soffiando il regno, dovrebbe andare a difendersi in battaglia senza fanteria? Cosa serve la fanteria in fin dei conti? Bastano cavalieri e arcieri. Milioni di battaglie nella storia lo hanno dimostrato...Ma chi è stato il consulente strategico? Il puffo burlone? Posso capire che nel film solo cavalleria e arcieria (su cavalli) possono raggiungere Dover in un giorno dal nord, però ci sono tanti stratagemmi per rendere credibile un esercito in marcia. In fin dei conti Cesare faceva marciare i suoi soldati per giorni senza pause per raggiungere il suo campo di combattimento. E di solito vinceva.

Terzo: lo sbarco in Normandia a Dover ante litteram. Vabbè, se avete visto il film avete capito.
Quarto: la carica dei bambini sui pony. A quel punto se uno spettatore avesse avuto il ritegno dei propri soldi spesi e della preziosità del proprio tempo, si sarebbe alzato e avrebbe chiesto il rimborso di una parte del biglietto. Perchè non lo si fa? Perchè nessuno rimborsa il biglietto e poi perchè il fin dei conti lo spettatore è un po' masochista e un po' curioso: alla fine tutti vogliono vedere come va a finire.
Quinto: l'immancabile combattimento in armi in acqua. Vagli a spiegare che in cotta di maglia in armi vai a fondo come una palla da booling con un giarone attaccato! Però fa tanto medioevo (come la iuta). E poi come fa il nostro eroe a mostrare alla sua bella, la quale è venuta a combattere sotto mentite spoglie, che farebbe qualsiasi cosa per salvarla? Regalarle un bel castello intero, no? Un esercito tutto per lei, no? Anche un diamante mica fa una brutta figura in tempi di crisi.
Sesto: le frecce telecomandate. Stendiamo un velo pietoso.
I personaggi storici poi vengono dipinti secondo una precisa visione in cui tutti i potenti sono un po' stupidi e un po' carogne, mentre i buoni sono solari, scanzonati e furbi, ma tanto amorevoli. Discutibile questa visione, però perdonabile.

Dopo aver espresso la mia critica (e sono convinta che molto l'ho dimenticato), quale è il mio voto? 6--. Perchè così altro direte. Perchè la fotografia e l'attenzione per certi dettagli , anche scenografici, rendono il film alla fine gradevole a vedere, ma una sola volta.

Spero solo che non si abbia l'impudenza di fare un seguito. Anche se temo molto che potrà accadere, prima o poi...

giovedì 18 novembre 2010

Le torri di Babele

I rievocatori sono strani animali, mossi da interessi più disparati.
C'è chi finalmente realizza il suo sogno di bambino di giocare coi soldatini in mezzo ai soldatini; chi realizza il suo sogno di studente e studioso di storia; e infine c'è chi cerca la storia del suo mestiere.
Allo stesso modo si impara a recuperare il concetto di manualità e di artigianato. E allora si scoprono nuovi interessi oppure si affinano vecchi interessi.
Per quanto riguarda la manualità ho avuto varie maestre (e il femminile non è usato a caso). Di certo una mamma molto brava in tante cose e di sicuro le suore delle elementari che, con la scusa della festa della mamma e del papà, mi hanno insegnato tante cose. Poi ognuno è portato per quello che la natura lo ha creato...
Io ho riscoperto, grazie alla rievocazione, la lana.
E' stata una scoperta come fare il pane. Sentire qualcosa che in un certo senso è vivo; manipolarlo attraverso le mani; dare nuova forma; aspettare e capire il senso del tempo; questo dà enorme soddisfazione.
E si capiscono un sacco di cose. Come l'orgoglio di fare e di imparare. Come l'umiltà di imparare non attraverso la parola scritta, ma attraverso l'esperienza e lo sbaglio. E imparare a vedere.

Così unisco l'utile al dilettevole.

E mentre la rievocazione è fisicamente in pausa (mica è possibile dormire in tenda con questo tempo e freddo!), le mani necessitano di fare e di imparare.
Mi sono presa anche una pausa dai miei studi sulla lavorazione della lana nella storia (a breve vi posterò un po' di lavori fatti a tessitura e cercherò di incuriosirvi a camminare con me per cercare tante cose soprendenti), ma non mi sono fermata dal lavorare la lana.
Allora ho ritirato fuori i ferri e ho iniziato seriamente ad avere a che fare con la lana "moderna".
Però come si fa con le cose che non si fanno da tempo, si ricomincia col semplice.

Ecco le torri di Babele (più di una...non si sa mai...)

Una sera di fine ottobre, mentre progettavo come far partire questo blog, ho trovato uno schema facile facile: il backtus. Una sciarpa, un fazzoletto, uno scialle, beh...nelle descrizioni nessuno si mette d'accordo, veramente. E' comunque un qualcosa che ti tiene caldo il collo. E viene dalla Vikinghia (antico posto dove pascolavano i Vikinghi!).
In casa avevo qualche rimasuglio di lana (reperti di anni e anni di lavori della mia mamma) e quindi mi sono appropriata di 2 gomitoli panna e 2 di marrone chiaro (molto belli e morbidi morbidi) e ho incominciato a sferruzzare. Ammetto che se mi ci metto posso perdere un sacco di tempo per far venire le cose come voglio. Così è stato. Un semplice schema è diventato quasi come la tela di Penelope: fatto e rifatto per almeno 5 volte. Per fortuna che di sciarpe sono piena e il clima è ancora mite (almeno da noi).
Alla fine, è risultato più o meno come lo immaginavo.

Il backtus fatto e finito.

Arrotolato sembra una ciambella bigusto. I colori mi hanno ricordato il cappuccino...


E' per tenerlo ben a posto che ho dovuto arrotolarlo. Ma siccome la mente del rievocatore funziona sempre a suo modo, e in modo inspiegabile a volte, quella sciarpa è diventata subito un simulacro di un mito: la torre di Babele.
Ogni cosa per un rievocatore ha il suo avo sempre a disposizione nella mente. La Storia è un chiodo fisso.

sabato 13 novembre 2010

Ognuno ha il Virgilio che si merita

Salve!
Sono Chaucer, un polpo incunabolo.


Vi chiederete cosa sia un polpo incunabolo, beh...come dire, sono un polpo un po' strano.
Non vivo nel mare, ma in mezzo a libri, a fumetti, a documenti, fonti e foto.
Non ho bisogno di mangiare, se non di parole e cultura.
E amo viaggiare. Conoscere posti e luoghi.
Spero di potervi fare vedere molte cose nei prossimi giorni.


venerdì 12 novembre 2010

Test

Anni fa è iniziato a girare attraverso il web e grazie alle email un simpatico test che metteva a prova il tasso di passione che anima ogni rievocatore. Un test meraviglioso, a cui io e molti miei amici abbiamo risposto a tante affermazioni con un "sì" bello convinto, seguito anche da una bella risata.
Quest'anno ho poi scoperto che l'autore di questo test è il "compagno di battaglie" Pagno, dei Grifoni Rantolanti. Non ci posso credere!!!!
Quindi dopo previa autorizzazione (date a Pagno quel che è di Pagno), ho deciso di metterlo anche qui.
Col tempo le domande sono aumentate e credo che se ci fermassimo ne dovremmo aggiungere altre, però è già bello e sufficiente così!

Puoi dire di essere un vero rievocatore quando...

...sei stato inseguito almeno una volta da una vecchia maestra elementare invasata che vorrebbe te e i tuoi compagni per portarvi a scuola;

...dormire all'addiaccio sul fango è il tuo ideale di un fine settimana divertente;

...puoi identificare un gruppo d'arme a distanza dai rutti e dalle bestemmie, e dire anche se sono amici o nemici;

...non sei capace di cantare senza un corno pieno di birra in mano;

...riconosci il canapone di lino a 10 metri di distanza;

...hai speso più di 300 euro in vestiti che sono passati di moda 800 anni fa;

...hai rotto le palle più di una volta ai colleghi dicendo la frase: "che figata, mancano solo 68 giorni alla battaglia di...";

...non pulisci la tua spada da sei mesi, ha due dita di ruggine e trasmette il tetano anche per via aerea, ma ti incazzi come un giaguaro se un bimbo ci appoggia sopra una mano, perché "il grasso delle dita la danneggia";

...consideri fondamentale per la tua sopravvivenza un cappuccetto bianco con delle ridicole orecchie pendule;

...hai dormito almeno una volta sopra dei sacchi di caffé rovesciati;

...il tuo capo ha commentato la tua richiesta di ferie con "ah, di nuovo quella roba medievale?";

...un tuo conoscente tempo fa per caso ha visto la tua corazza di cuoio e ora ti crede segretamente un sadomasochista;

...il cane dei vicini abbaia disperato a causa del fischio acuto che proviene dal tuo garage quando stai passando la mola a disco sulla corazza di piastre;

...hai oggetti allucinanti come candelieri, bauli, mortai, sacchi di juta e vasetti di erbe stantie accumulati permanentemente davanti alla porta di casa "sennò poi me li dimentico";

...ti fai più di 400 chilometri per dormire in 10 in una tenda, per terra;

...hai urlato almeno una volta nella vita "IMBOSCATA!!!";

...hai speso più di 500 euro in armi che non sono tali nemmeno per la polizia;

...provi eccitazione sessuale quando qualcuno dice "più di 500 anni fa";

...hai dato un nome alla tua ascia danese e ci dormi assieme;

...hai indossato l'abito e l'armatura in casa solo per guardarti allo specchio;

...sei stato al cinema e hai lasciato tutti di stucco ridendo per due ore  durante la visione de "Il primo cavaliere";

...sei passato per caso per una strada di campagna e hai pensato, guardando il panorama, "che meraviglioso teatro per una battaglia, sarebbe...";

...sai a memoria tutte le battute di Conan il barbaro, il Gladiatore, 300, Pulp Fiction e Balle Spaziali;

...hai ripetutamente vestito abiti di lana grezza quando la temperatura era intorno ai 35 gradi celsius;

...tu e tua moglie siete in diretta competizione per chi ha il collo di volpe più bello;

...ti sei ammaccato le costole sui sassi, ti sei scottato con il braciere da campo, hai rimosso schegge, zecche e ghiaia dal tuo corpo eppure desideri ancora ripetere l'esperienza, magari tutte le settimane;

...hai una coppia di spade ammaccate e rugginose appese sulle scale di casa;

...casa tua ha bisogno di restauri urgenti e non hai soldi per farli, mentre farfugli qualcosa riguardo il comprare una dependance alla tua tenda medievale per farci stare tutto dentro;

...la domenica, a pranzo, in tavola c'è solo terracotta, peltro e stoviglie di legno. e non c'è la tovaglia;

...il muro del salotto di casa tua è permanentemente decorato da mezzo usbergo di maglia rugginosa, su cui "stai lavorando" da almeno tre anni;

...hai preso decisioni fondamentali per la tua carriera considerando l'impatto che avrebbero sui fine settimana;

...hai scelto l'auto nuova in base alla possibilità di farci stare i pali della tenda e la lancia;

...i tuoi vicini ancora si stupiscono di quanto riesca a puzzare di cadavere in putrefazione quello strano giaccone trapuntato che appendi fuori dalla finestra tutti i lunedì da giugno a settembre;

...il lunedì i tuoi colleghi ridono selvaggiamente del segno dell'abbronzatura che ti ha lasciato l'elmo normanno sul naso;

...nessuno ha più intenzione di andare a vedere un film di carattere anche vagamente storico con te;

...la tua attrezzatura da rievocazione vale da sola molto di più del tuo intero guardaroba;

...la tua auto da 20000 euro è parcheggiata in strada perché la tua tenda da 1000 euro deve asciugarsi in garage;

...le tue scarpe del 1200 costano di più di quelle del 2007;

...hai un ottimo stipendio ma sei sempre stranamente in bolletta;

...i tuoi figli sono perfettamente in grado di correggere il loro insegnante di storia;

...sventoli strane bandiere senza essere allo stadio;

...il lunedì dopo una battaglia, i tuoi colleghi riescono a sentire fisicamente l'odore dell'adrenalina residua e hanno una paura fottuta ad entrare nel tuo ufficio;

...il tuo freezer è pieno di candele, perché "così durano più a lungo";

...nell'armadio è più lo spazio occupato dalle armature che dai vestiti;

...in piena estate per tutta la settimana bestemmi in aramaico perché sei in ufficio in maniche corte, hai l'ascella lievemente pezzata, alla macchinetta l'acqua oligominerale fresca è finita e l'aria condizionata non funziona a dovere. poi arriva il sabato, indossi una camicia a maniche lunghe, tunica di lana, corazza imbottita, maglia di ferro, elmo, camaglio e 20 chili di attrezzatura metallica per menarti a sangue con gli amici, dopodiché felicemente ti siedi a rilassarti di fronte al fuoco da campo;

...stai andando a fare rievocazione, sei costretto a fermarti a fare benzina e il benzinaio guarda con fare inquieto il tuo sedile posteriore per colpa di tutti quegli oggetti appuntiti che spuntano dal finestrino;

...ti è capitato almeno una volta di dover rispondere alle seguenti domande: "Il fuoco è vero?", "la zuppa poi la mangiate?", "dormite davvero nella tenda stanotte?", "ma la spada è vera?", "ma non hai caldo?", "ma ti bagni se piove?", "sono i tuoi veri capelli?", "ma avevano la carta igienica nel medioevo?", e soprattutto: "ma durante la battaglia muori davvero?"

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venerdì 5 novembre 2010

Tafazi? No grazie!

Credo di aver aperto questo blog non solo per sponsorizzare il mio lavoro e passione di rievocatrice, non solo per sponsorizzare e divulgare il lavoro di sperimentazione e rievocazione di amici e parenti, ma anche per cercare di contrastare una situazione che io ritengo deleteria: la sindrome di Tafazi.
Molti spero ricorderanno Giacomo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo vestito come un ninia si batteva i gioielli di famiglia con una bottiglia di plastica. Ecco chi era Tafazi.
Questa sindrome si applica a tutto e tutti e in questo caso vorrei combattere quella che riguarda la cultura.

Siamo un paese in crisi, piena di incompententi in posti di direzione, di demagoghi pronti a stracciarsi le vesti per un nunnulla, senza usare il povero neurone che Dio ha donato loro.
Eppure ci sono eccellenze, isole di cultura e di grandezza; persone che si battono per divulgare senza piedistalli e senza paura; ci sono biblioteche che funzionano perchè ci sono persone che amano leggere e documentarsi; librerie che vendono libri non solo a Natale (per la serie "gli italiani non leggono"...ma allora perchè Feltrinelli, almeno a Parma, è sempre piena? Oppure tanti cinefili entrano nei cinema con le buste di Feltrinelli o Mondadori?).
Io credo che per fare cultura bisogna parlare francamente, scendere dalle cattedre, togliersi l'alone di maestro o santone, smettere di circondarsi di leccapiedi e avere il coraggio di confrontarsi e anche, perchè no, scontrarsi civilmente.
La mia esperienza di rievocatrice questo mi insegna ogni volta che la gente si sofferma a chiaccherare di storia e a incuriosirsi per quello che io e il mio gruppo mostriamo loro; ogni volta che vado a una mostra o un museo insieme ad amici rievocatori o archeologi e ti accorgi che la gente ascolta quello che dici; ogni volta che fai dimostrazione ai bambini e loro ti sommergono di domande senza remore.
Qui voglio dare spazio a tutti coloro che sono convinti che cultura sia coraggio e semplicità.


mercoledì 3 novembre 2010

Cottura ceramica in fossa

Alcune settimane fa un mio amico rievocatore e sperimentatore mi ha messo a conoscenza dei suoi ultimi lavori: cottura della ceramica in fossa.
Siccome i video postati da lui su youtube non sono solo interessanti, ma anche girati bene e offrono una buona documentazione, ho avuto l'autorizzazione per poterli mettere anche qua.
Ammetto la mia più totale ignoranza sull'argomento e a tal ragione spero che il mio liberto si muova a darmi una bella e dettagliata descrizione del suo lavoro, in modo da erudirmi anche io.


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Buona visione a tutti!


sabato 30 ottobre 2010

Il Destino è quel che è non c'è scampo più per me!!!!

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Uno può opporsi fin che vuole, ma alla fine deve inevitabilmente cedere. E io ho ceduto.
E' innegabile che posso mascherare il mio gesto con un ennesimo riferimento alla festa che domani notte si festeggierà. In moltissime leggende, per tenere buoni o lontani spiriti più i meno maligni, oppure per festeggiare i morti si offrivano loro cibi. Il pane dei morti è un classico, in diverse forme e sapori. A Parma i biscotti, più o meno semplici (dai frollini, ad aggiunte di mandorle e cannella) prendono forma di ossa e si tingono di bianco. E' sempre un gesto apotropaico. Oppure una scusa per condividere con amici e parenti delle vere leccornie (per non parlare dell'apporto calorico utile per sopportare i primi freddi).

Io più banalmente ho ceduto all'istinto di fare la torta di mele ad un orario poco civile. Come faceva mia nonna materna. E' stato più forte di me! Mentre per tutto il giorno mi sono dilettata a preparare il pane, leggere libri di storia medievale e fare foto agli alberi del giardino, la sera mi ha portato il desiderio di una buona colazione per la mattina successiva. Come faceva mia nonna, più o meno. A lei serviva anche per ripulire la dispensa temo...Di fatti non ho la sua ricetta. La torta di mela della nonna poteva contenere le pere, l'uvetta, frutta secca, un po' di cioccolato...chi più ne ha più ne metta. Sono convinta che se chiedessi a mio zio cosa ricorda della torta di mele, lui me ne darebbe una versione altrettanto varia.
Io mi attengo al classico, almeno quello trovato sui libri di cucina.
Però non avevo fatto i conti con la geometria... Ebbene sì, sappiate che per fare una torta e diminuire le dose da una tortiera di diametro 26-28 a una di diametro 20, tocca rispolverare l'area del cerchio...Ho implorato mia mamma di evitarmi questo supplizio...Ho optato per la matematica e ho diviso gli ingredienti più o meno per la metà, con approvazione materna.

Alla fine, dopo aver preparato il tutto, aspettato che il forno facesse il suo dovere, guardando (io) la tv e sfogliando libri di religione dell'antica roma, questo è il risultato.




venerdì 29 ottobre 2010

Le maghe Tessale

"L'efferata Erictho, condannati tali barbari riti,
e incantesimi di una gente sinistra perchè troppo pietosi,
aveva sospinto la sordida arte a nuove pratiche.
Era per lei un sacrilegio inchinare il macabro capo
ai tetti di una cittò o ai Lari; abitava in vuoti sepolcri
e occupava i tumuli, scacciate le ombre, grata
agli dei dell'Erebo. Né i Celesti, né l'essere viva
le impedivano di assistere alle silenti riunioni dei morti,
di conoscere le dimore dello Stige e i misteri del sotterraneo Dite.
Un'orribile magrezza scavava le guance della sacrilega, e la faccia
ignara del cielo sereno era orribilmente oppressa
dal pallore stigio e gravata dalla chioma scomposta. Se un nembo
o cupe nubi offuscano le stelle, la Tessala esce
dai nudi sepolcri e cerca di catturare i fulmini notturni.
Dove calpesta, brucia il seme di una messe feconda
e con l'alito corrompe l'aria che prima non era mortale.
Non prega i Celesti, non invoca con supplice canto
l'aiuto d'un nume, ignora le fibre propiziatrici;
s'inebria nel porre sulle are funeree fiaccole
e incenso che ghermisce dai roghi funebri."

Marco Anneo Lucano "Farsaglia"
[libro VI, versi 507-526
edizione bur. traduzione Luca Canali.]


Dalla storia alla leggenda e alla letteratura

A fine ottobre siamo abituati da tempo a festeggiare Halloween, senza davvero capirne non tanto l'estetica, ma la nascita storica o l'esigenza che c'era dietro.
Un tempo la morte era non solo parte integrante della vita di ogni uomo, inevitabile ma assolutamente naturale, ma soprattutto rappresentava l'ignoto. E questo carattere ambivalente ha fatto nascere l'esigenza di funerali. Incenerazione, tumulazione, piramidi, tombe, necropoli, posizioni fetali, arredi, feste religiose, sacrifici, banchetti,  maschere degli avi, processioni, fiori e piante sempreverdi: chi più ne ha più ne metta!
Eppure da tutto ciò sfuggono alcuni morti...

http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/mostre/castelfranco_sepolture_anomale.htm

In tutto il mondo si trovano sepolture diverse dalla massa.
Mani e piedi staccati dal corpo, ma lasciati nella tomba.
Chiodi conficcati in spalle, bacini, testa.
Vi fa venire in mente qualcosa?
Ecco che la festa di Halloween appare non tanto un insieme eterogeneo e senza senso, ma come il frutto storico di paure e contromisure ad esse. E le contromisure non sono patrimonio nè del paganesimo nè del cristianesimo, ma si sono adattate alle credenze delle singole comunità.

giovedì 28 ottobre 2010

Da qualche parte bisogna iniziare

C'è sempre un punto di partenza o di svolta. Basta saperlo trovare.
A volte basta fermarsi e guardare alle proprie spalle.
Vedere quello che ci è sfuggito.
Notare quello che si è dimenticato.
O forse basta preparare un thè caldo, tagliare un pezzo di torta e aprire un buon libro di Storia.
E il gioco è fatto.
Questo è quello che potrete vedere e leggere. O forse solo assaporare...